VALENTINA NINFA FURLANI
Facilitatrice in percorsi di crescita interiore

Lasciare andare
Lasciare andare le convinzioni alle quali ci si appoggia per una vita intera e attraverso le quali si portano avanti rigide strutture.
Sono le convinzioni che guidano i nostri pregiudizi, che sostengono i preconcetti, che per fedeltà non si violano né si mettono in discussione, perché il tutto poggia sulla resistenza, sulla sofferenza, sull’abitudine cieca; un crogiolo il quale non va scoperchiato ma una volta aperto si mostrano nuove strade e ricche coincidenze.
Lasciare andare il pensiero ossessivo perché fonte delle nostre prigioni mentali, delle contratture, delle tensioni sovraccaricate, origine di veri e propri sintomi fisici per fare spazio all’apertura del cuore, al flusso del respiro circolare e far sì che dalla contrazione si passi all'espansione.
Lasciare andare il passato che ci ha formato, con esso siamo cresciuti e qualsiasi sforzo per ripeterlo è sintomo ridondante di un blocco sempre presente...la Vita scorre a fianco a te!
Lasciare andare di lottare perché pur nell’essere consapevoli di aver intrapreso la giusta via o di essere nella corretta visione, ogni guerra, ogni posizione contro qualcosa o qualcuno ci porta ad assomigliare ad esso e la rabbia aumenta.
I pericoli esistono e sono innumerevoli, l’atteggiamento da poter imitare è come l’acqua che continua a scorrere anche nei punti più impervii... cercando la propria strada continua a scorrere e non si accumula, se così fosse da questa falda nascerebbe nuova vita. Gli ostacoli ci mostrano che non sono mai fini a se stessi e la rilassatezza dietro alla lotta porta consiglio per agire e trasformare al meglio il presente.
Lasciare andare un oggetto perchè una casa, un braccialetto, un soprammobile, qualsiasi cosa rappresenta qualcuno o un ricordo dal quale non riusciamo a staccare, a volte è un morboso attaccamento materiale; cedendo facciamo spazio al nuovo, alle opportunità più svariate e questo atto consiste nel dar vero valore e dignità sia agli oggetti, sia a chi non è più in questa esistenza, sia a chi rimane.
Lasciando andare anche quell'atteggiamento di possesso si va oltre la miseria e si fa più spazio all'occasione d'oro di libertà e di rinnovamento.
Lasciare andare un amore solo dopo aver fatto di tutto nell'essersi specchiati grazie all'altro. Qualora non sia ricambiato da un equilibrio tra il dare e il ricevere; quando il tentativo è solo quello di risolvere i nostri bisogni dipendendo o pretendendo dall'altro di colmare il proprio vuoto, allora la relazione si riflette nella frustrazione e non nella condivisione. Possiamo accettare la lontananza con gratitudine riconoscendo che ognuno ha agito nel miglior modo che poteva.
Lasciare andare i genitori per crescere, per diventare adulti responsabili e liberi, perché come figli da loro possiamo sempre tornare e prendere.
Lasciare andare un figlio affinché non stia a reggere continuamente i pesi della famiglia prendendo un posto tra madre e padre che non gli appartiene... perché i figli, in realtà, appartengono alla Vita e con i genitori ed il loro permesso alle spalle potranno tornare e ricambiare ciò che hanno raccolto da essa!
Lasciare andare i morti che per sempre fanno parte di noi e sono con noi ma che sono grati di essere realmente riconosciuti nel nostro gioire la Vita perché faremo qualcosa di bello per loro ... onorandoli...solo così li lasceremo in Pace.
Lasciarsi andare nel corpo ascoltando i veri bisogni, permettersi di lasciarsi andare al pianto e al sorriso come risorsa per sciogliere i nodi, lasciarsi andare alla celebrazione della Vita danzando.
Lasciarsi andare nell'ambiente acquatico significa galleggiare, stare nel flusso e vivere, al contrario se si continua a lottare in acqua, se continuiamo a dimenarci in essa affondiamo.