VALENTINA NINFA FURLANI
Facilitatrice in percorsi di crescita interiore

In un mare di guai
" La giornata è partita già male da questa mattina!"
" Non mi dire niente, ne stanno succedendo di tutti i colori!"
" I problemi quando accadono si accumulano tutti in una volta!"
" Non si finisce mai, capitano tutte a me!"
" Vuoi mettere con quello che ho passato io?!?"
" Ho perso tutto anche la gioia di vivere ormai!"
" Non ne posso più!"
" Sono in un mare di guai, non ne va bene una!"
In questo mare di guai che è diverso ma allo stesso tempo così simile per le persone, sono presenti sofferenza e passato; ci sono perdite e vuoti che non possono essere colmati, ci sono rabbia, rancore, arroganza, presunzione, ci sono anche le accuse persistenti rivolte a chi apparentemente o meno può aver causato tutto il dolore..
Lo stesso pensiero di pentimento ti mangia dentro: se avessi agito in altro modo? se avessi detto o fatto qualcosa al posto di..?
La lamentela e l'accusa corrispondono a pensieri ridondanti negativi che desiderano costantemente che tutto sia diverso da ciò che è, e la ripetizione quotidiana non solo corrode ma non lascia spazio alla realtà.
Il rimpiangersi e il recriminare lascia la vita in sospeso senza darci l'opportunità, nonostante tutto, di guardare ciò che va visto con amore; dietro al disastro, dietro all'impulso a combattere una lotta continua contro qualcuno o contro il destino ci sono l'esaurimento e la stanchezza nel non riuscire e nel non poter cambiare le cose come stanno.
Attraverso la lamentela ci si rivela come vittime (per l'identificazione in ciò che si è vissuto ed esperenziato) e contemporaneamente siamo un tutt'uno anche con il ruolo di carnefice, entrambi elementi che si appartengono in un perpetuarsi di conflitti e separazioni.
L'aspetto costante è il rifiuto.
Il rifiuto verso chi è rimasto accanto a noi, il rifiuto di guardare avanti, il rifiuto verso ciò che ci circonda, verso gli altri, verso la Vita e così facendo ci indeboliamo, ci inaridiamo.
Onoriamo la Terra che ci accoglie e ci sostiene, onoriamo con accettazione e benevolenza la realtà che nasconde, non poi così lontano, frutti nuovi e preziosi.
Questi attendono di essere colti e la realtà con le sue ferite ha modo di trasformarsi grazie ad una nuova forza vitale: " la forza di agire sulla realtà non proviene da noi, ma dalla realtà stessa che abbiamo accettato"
(Bert Hellinger).
"Difficoltà ed impedimenti fanno ripiegare l'uomo su se stesso. Mentre però l'Ignobile ricerca la colpa al di fuori, negli altri uomini e accusa il destino, il Nobile cerca gli errori in se stesso e con questa introspezione l'impedimento esteriore diventa per lui uno stimolo per arricchirsi e formarsi interiormente" ( I Ching).